Posto che non è vero cio che dice Berlusconi, ovvero che il nuovo PD è solo un matrimonio di interessi fra ex-dc e ex-pci. Posto che ha ragione invece Fini quando invita tutti a guardare al nuovo partito di centro-sinistra come ad un'esperienza che ha già un progetto politico ben preciso, ovvero recuperare consensi al centro e in particolare al Nord Italia. Posto che a mio avviso al di là della propaganda l'esperienza di coinvolgere i cittadini-elettori in tutti i passaggi decisivi per la fondazione dl nuovo partito modifica e modificherà radicalmente gli stumenti e le modalità della raccolta del consenso politico. Tutto ciò posto, è necessario che la Cdl intraprenda quanto prima un serio piano di riorganizzazione politica per non rischiare di cullarsi troppo sui sondaggi favorevoli e ritrovarsi improvvisamente difronte all'amara realtà di fronteggiare non più Prodi e la sua armata brancaleone ma un PD con idee nuove, coeso, pronto a sfidare la stessa sinistra radicale sul piano del consenso contro cui non si possono oppore slogan e schemi antichi.
Prima idea: basta divisioni sul partito unico, le divisioni non sono mai una cosa buona in politica, a maggior ragione quando l'avversario si aggrega. Si decida allora, nell'attesa di farlo questo partito unico, una forma di coordinamento snella, sul base di valori comuni, che elabori un programma, che abbia una sua visibilità nazionale, penso quindi ad un'organizzazione con simbolo, statuto e gruppo dirigente.
Seconda idea: considerando che la base della CDL è già unita, ne sono un esempio le varie manifestazioni promosse, non ultima quella di AN, o i vari circoli sul territorio, che vedono la partecipazione dei militanti al di là dei rispettivi partiti, che sul territorio non sempre esiste una presenza politica organizzata moderato e liberale, si promuovano organizzazioni locali che in occasioni delle elezioni laddove possibile si presentino con il simbolo dell'organizzazione nazionale.
Terza idea: favorire la partecipazione del popolo della CDL, superando la logica delle tessere, sia all'elaborazioni di programmi e idee, sia alle elezioni degli organismi comuni sopracitati. Non si tratta di copiare il PD, ma di aprire la CDL a tutte quelle forze della società civile e sopratutto ai giovani che animano i diversi blog sulla rete, in modo che essi contribuiscono con il loro bagaglio di idee e con la loro freschezza ad innovare la politica dei moderati e dei liberali e riformisti.
In sostanza quello che propongo è di mantenere i partiti e le loro identità, ma di favorire nelle forma possibili, e con diversi livelli di integrazione, il più ampio coordinamento fra gli stessi. Una sorta di aggregazione secondo il tanto caro principio di sussidarietà.
Naturalmente questo percorso si può intraprendere se si crede nel bipolarismo, se si escludono ipotesi neo-centriste che si basino sulla teoria delle "mani libere" e se si intende ridare centralità ai cittadini ai loro problemi e aspirazioni, al di là dell'adesione a quel gruppo, corrente, partito.
Non si deve aver paura del nuovo, così come non si può buttare via tutto il vecchio. L'importante è non stare fermi.
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