24 novembre 2007

Provincia di Udine: guai a noi

Nulla di fatto. Strassoldo non si dimette e il centro-destra non è in grado di sfiduciarlo. Forza Italia decide di salvare il presidente, che si è pubblicamente scusato, fino alla redazione del Bilancio. An tentenna e nonostante da Roma arrivi una telfonata di Fini, ne Menia ne Collino riescono a convincere i consiglieri provinciali a decire. La Lega e l'Udc perdono un consigliere ciascuno: i fedellissimi di Strassoldo si annidano anche nel blocco della fermezza.
Morale della favola: adesso dovrà essere riconvocato il consiglio e si procederà ad una nuova votazione sulla mozione di sfiducia.Ma che credibilità ha uno schieramento politico che pone ai voti una mozione di sfiducia e poi non reiesce nemmeno a votarla?
Se qualcuno aveva dei dubbi su che cosa servissere le Province, beh basta ricordare che in questa situazione di stallo a Udine non si decide più sui trasporti, sullo smaltimento dei rifiuti, sui progetti culturali e identitari. Questo crea garvi danni alle imprese, sconforto ai cittadini ed è l'ennesimo colpo alla credibilità della politica.
Guai a noi se però difronte a cotanto scollamento rispetto ai bisogni della gente non saremo capaci di reagire e a denunciare con forza che adesso basta, basta ad una politica teatrino. Chi ci sta ci stà e chi non ci stà continui a difendere se ne è capace i propri privilegi.

10 novembre 2007

Sfiduciamo Pecoraro Scanio

Oggi a Roma i Verdi e gli ambientalisti guidati da un ministro di questo governo, tale Alfonso Pecoraro Scanio, festeggeranno in pompa magna i 20 anni della vittoria del referundum contro il nucleare. Invocheranno a gran voce l’abolizione del nucleare come mezzo per evitare la guerra seguendo l’equazione “nucleare = atomica = guerra”. Visto che l'approccio ad un tema strategica per il fututo dell'Italia, ovvero l'approvigionamento energetico, è condotto in maniera a dir poco propagandistica ha fatto bene l'on. Casini a rispondere politicamente proponendo la mozione di sfiducia nei confronti del Ministro.
Ma come si fa dopo che il nostro Paese paga bollette salatissime e ha una fortissima dipendenza energetica nei confronti degli altri paesi rivendicare questa vittoria di Pirro? Perchè non si dice che la sicurezza delle centrali nucleari dopo Chernobyl è aumentata? Perchè non si rende onore a coloro che continuano, irriducibili, a testare per conto dell'Italia nuove tecnologie in campo nucleare?
Se questo governo pensa di risolvere la questione energetica con il sole e il vento, vuol dire che non ha capito l'importanza e strategicità della questione. Vogliamo dipendere ancora dalle bizze di Putin o dei governi algerini?
Per questo è necessario fino da oggi puntare sul nucleare, sulle nuove centrali più sicure, economiche e tecnologicamente avanzate. Basta demagogia sui temi ambientali, smettiamola con la logica del no, a casa Pecoraro Scanio e si al nucleare.

3 novembre 2007

Immigrazione: prima di tutto rispetto della legge

E' tornato prepotentemente di attualità il tema dell'immigrazione, come sempre accade quando la gravità di un fatto rende tutto il sistema mediatico e quindi quello politico schiavo del fatto stesso.
A Roma viene sequestrata e violentata una donna italiana da parte di un cittadino romeno clandestino e residente in una baraccopoli. Si apre la bagarre politica: Veltroni nuovo capo del PD e sindaco di Roma, evidentemente immagginado il prevedibile fiume di polemiche conto di lui frusta il governo che immediatamene inasprisce le pene contro i clandestini dando pieno potere ai prefetti. Questa la cronaca.
Politicamente la CDL soffia sul fuoco, niente da dire visto che il ruolo dell'opposizione è anche questo e poi sul tema sicurezza si gioca in casa. Naturalmente passa il messaggio di un destra forcaiola, di una destra che fa le ronde padane o delle libertà, di una destra chiusa a difesa dell'italianità- Questo fa il gioco del centro-sinistra che sul tema della sicurezza è invece più diviso come mai, lo dimostra il mancato accordo fin l'altro ieri sul c.d. pacchetto sicurezza. Allora vorrei un leader che dicesse: siamo nel 2007, l'immigrazione è un fatto, non possiamo chiuderci dentro la fortezza Italia e tirare l'olio caldo contro chi vuole entrare, abbiamo delle regole facciamole rispettare. Siamo per accogliere i bisognosi e i persiguitati politici, vogliamo integrare coloro che vengono per lavorare e rispettare i nostri valori e la nostra identità; chi rispetta per almeno 5 anni queste regole avrà diritto al voto.
Chi invece non ha il permesso di soggiorno non può stare sul territorio nazionale, chi ha commesso reati va immediatamente espluso, i campi abusivi essendo abusivi vanno sgomberati. I flussi vanno regolamentati, non possono entrare tutti e prima bisogna che ci sia un filtro delle autorità locali. Ogni comune deve decidere annualmente il numeo di cittadini immigrati che può ospitare sulla base della disponibilità abitativa, di lavoro, di assistenza.
Questa è la politica sull'immigrazione che dovrebbe secondo me caratterizzare i leader della CDL, per non dare alibi a chi considera la destra conservatrice, rozza e cattiva.