Nulla di fatto. Strassoldo non si dimette e il centro-destra non è in grado di sfiduciarlo. Forza Italia decide di salvare il presidente, che si è pubblicamente scusato, fino alla redazione del Bilancio. An tentenna e nonostante da Roma arrivi una telfonata di Fini, ne Menia ne Collino riescono a convincere i consiglieri provinciali a decire. La Lega e l'Udc perdono un consigliere ciascuno: i fedellissimi di Strassoldo si annidano anche nel blocco della fermezza.
Morale della favola: adesso dovrà essere riconvocato il consiglio e si procederà ad una nuova votazione sulla mozione di sfiducia.Ma che credibilità ha uno schieramento politico che pone ai voti una mozione di sfiducia e poi non reiesce nemmeno a votarla?
Se qualcuno aveva dei dubbi su che cosa servissere le Province, beh basta ricordare che in questa situazione di stallo a Udine non si decide più sui trasporti, sullo smaltimento dei rifiuti, sui progetti culturali e identitari. Questo crea garvi danni alle imprese, sconforto ai cittadini ed è l'ennesimo colpo alla credibilità della politica.
Guai a noi se però difronte a cotanto scollamento rispetto ai bisogni della gente non saremo capaci di reagire e a denunciare con forza che adesso basta, basta ad una politica teatrino. Chi ci sta ci stà e chi non ci stà continui a difendere se ne è capace i propri privilegi.